giovedì 12 marzo 2009

Intervista a Matteo Lolli

Ant-Man by Matteo Lolli Dopo aver annunciato il suo esordio nella vasta schiera di autori italiani MARVEL, oggi siamo lieti di presentare finalmente anche un’interessante intervista esclusiva al disegnatore Matteo Lolli. Un artist davvero interessante e tutto da scoprire, che sembra crescere ad ogni prova e sicuramente riserva ancora ampi margini di miglioramento. Il disegnatore bolognese finora ha legato la sua firma a tante collane del marchio per ragazzi “Marvel Adventures”, ma siamo certi che vedremo presto anche qualche sua incursione nell’Universe ufficiale. Per adesso e in attesa di veder pubblicata anche nel nostro paese qualcuna delle sue storie, impariamo a conoscerlo meglio e scopriamo come è riuscito a entrare nello staff della “Casa delle Idee”.
Che ne dici di iniziare questa intervista presentandoti in piena libertà agli utenti del nostro blog e raccontandoci qualcosa della tua vita, magari anche di quando non sei al lavoro sul tavolo da disegno?
Salve a tutti, sono Matteo e vivo a Bologna, città che adoro. Sono ovviamente appassionato di fumetti, motociclista ducatista, non ho animali ma ne vorrei, sono pigro, amo i film, telefilm e film d'animazione, lavoro in un seminterrato sotto un negozio di scarpe, disegno meglio quando ascolto musica, sono un videogiocatore fin dai tempi del Vic20 e sono un feticista degli artbook e sketchbook che colleziono a decine.
Che rapporto hai con i fumetti e gli eroi della Marvel?
Penso che il mio primo contatto con gli eroi Marvel furono un paio di albi in francese di Alpha Flight. Non capivo ancora il francese per cui guardavo solo le vignette che mi piacevano un sacco. A parte quel periodo, in seguito mi ci sono allontanato praticamente del tutto, non riuscendo a trovare un punto di ingresso in storie che sembravano tutte concatenate tra varie testate, con riferimenti a numeri o personaggi che non conoscevo e pur volendo non riuscivo a trovare il classico "numero 1" da cui partire. Dal liceo in avanti, complice un compagno di classe appassionato, ho ricominciato a leggere alcune testate Marvel, ma quasi esclusivamente scegliendo i numeri dei disegnatori che ammiravo.
Chi citeresti fra gli autori che in qualche maniera hai preso ad esempio e che ti hanno aiutato a formare il tuo stile?
Parlando solo di fumettisti: la prima volta che vidi un disegno di Adam Hughes fu subito amore. Impazzisco anche per Claire Wendling (per la quale ho avuto una crisi tipo sindrome di Stendhal alla sua mostra ad Angouleme). Benoit Springer un geniaccio e il mitico Moebius. Aggiungo anche il dinamico Eric Canete e il mostro Stuart Immonen mio attuale punto di riferimento. Mike Mignola è obbligatorio citarlo altrimenti non dormo stanotte. Sul lato orientale, Masamune Shirow (se solo smettesse col 3D e rifacesse fumetti), Otomo e Miyazaki. In ogni caso sono così tanti quelli che tralascio altrimenti la lista sarebbe lunga almeno quando tutta l'intervista.
Quali sono stati finora i momenti più importanti nella tua carriera da disegnatore?
Guardare da bambino mio padre disegnare, dipingere e farmi le magliette Fruit of the Loom personalizzate con i personaggi dei cartoni animati (ricordo un Pluto e un Capitan Harlock di cui andavo particolarmente fiero). Probabilmente iniziò in quel periodo la mia voglia di disegnare.
Altro passo fondamentale fu il corso di fumetti (solo qualche mese purtroppo) che ho frequentato durante l'università. Entrare in contatto con disegnatori professionisti e altri ragazzi che come me sognavano di diventare disegnatori fu come aprire le porte di un mondo nuovo. Inoltre non avendo mai avuto una vera istruzione artistica (liceo scientifico) fu FONDAMENTALE per me imparare le basi del disegno e dell'anatomia.
In seguito furono importanti la vittoria del concorso di fumetti "Arena!", il lavorare nello studio Inventario di Palumbo e la nascita del
DrowArt Studio.
Più concretamente quello che considero il mio primo lavoro da disegnatore fu alla fine del 2006, il progetto "Ailes de Cuir" ("Ali di cuoio") per l'editore francese "Les Humanoides Associes" scritto da Luca Enoch. Venni da loro contattato perchè a Luca erano piaciuti dei miei disegni e dopo anni di tentativi di sbarcare in Francia ero al settimo cielo. Purtroppo il progetto si è arenato a 9 pagine dalla fine a causa di problemi economici della casa editrice, ma prima o poi spero vedrà la luce.
Ovviamente il momento più importante della mia carriera è stata la vittoria al
ChesterQuest, concorso indetto dalla Marvel, che mi ha permesso finalmente di esordire come disegnatore e finalmente vedere i miei disegni pubblicati su carta.
Puoi raccontarci qualcosa in più di questa tua esperienza al ChesterQuest e come hai fatto praticamente a partecipare alla selezione? Cosa hai provato quando hai saputo di essere fra i vincitori e come lo hai scoperto?
Lo stop al progetto per gli Humanoides fu una vera batosta per me. Ero ormai deciso ad abbandonare l'idea di diventare un disegnatore di fumetti e l'idea era quella di cambiare completamente lavoro.
La fortuna ha voluto che in quel periodo, sia
Matteo Scalera (altro talento del ChesterQuest) sia Denis Medri (altro disegnatore Marvel) mi parlarono di questo concorso indetto da C.B. Cebulski per conto della Marvel.
Col morale a terra a causa del progetto francese abortito non volevo nemmeno provarci, sicuro di non essere all'altezza, evviva l'ottimismo!
Partecipai solo perché una sera al pub parlai del concorso a
Jacopo Camagni e lui insistette assolutamente affinché entrambi partecipassimo.
Sembrava che non fossi stato scelto (e la cosa non mi stupiva avendo preparato 3 pagine di prova in fretta e fatte male siccome avevo poco tempo e davvero non credevo di farcela). La sorte mi ha arriso e a quanto pare gli editor Marvel hanno visto qualcosa di buono nel mio modo di disegnare che andava oltre alle brutte pagine mandate.
Ed eccomi qua, devo ancora pagare da bere a questi amici senza i quali ora non starei rispondendo a questa intervista.
Dopo essere stato scelto, sappiamo che ti hanno messo subito al lavoro su due sceneggiature di Fred Van Lente, la prima per Marvel Adventures Iron Man e la successiva per Marvel Adventures Super Heroes: Ant-Man. Come ti sei trovato a lavorare con lo sceneggiatore e cosa ne pensi delle storie?
I rapporti con lo sceneggiatore per ora sono sempre stati cortesi e gentili, ma purtroppo sono solo limitati alle email, ovviamente.
Ultimamente ho disegnato anche storie di Joe Caramagna su Marvel Adventures Fantastic Four # 40 e di Paul Tobin su Marvel Adventures Avengers # 30, 32 e 34.
Paul in particolare, è molto gentile e simpatico, mette a proprio agio il disegnatore e aggiunge sempre qualche complimento ad ogni pagina che commenta, un vero piacere.
Le storie della serie Marvel Adventures sono per un pubblico "All Ages" per cui ho il veto di disegnare armi realistiche, scene di violenza con sangue, riferimenti ad oggetti violenti (elmetti da guerra ad esempio) e purtroppo pure donne troppo sexy.
Un punto negativo della serie è che a volte le storie sono banali e decisamente sciocche agli occhi di un pubblico maturo.
Di positivo invece delle Marvel Adventures è che sono delle one shot veloci e ne adoro il tono comico e leggero che hanno tutte le storie.
Un'idea geniale è che vengano "riesumati" dei nemici semi sconosciuti o perlopiù dimenticati dell'epoca d'oro della Marvel, quasi che gli sceneggiatori aprano a caso l'enciclopedia Marvel e puntino un dito a caso. Tanto per citarne alcuni che ho disegnato: Man-Bull, Oog, Whirlwind, Blacklash, Absorbing Man, Griffin e via dicendo. Veramente divertenti da interpretare.
Cosa è il “DrowArt Studio” e come si è svolta la collaborazione con Christian Cornia, Christian Dalla Vecchia e Domenico Neziti sulla storia di Iron Man?
L'amico Christian Cornia, conosciuto al corso di fumetti, mi presentò Christian Dalla Vecchia e Domenico Neziti. Durante un pranzo decidemmo di creare un gruppo di lavoro per poter realizzare storie a fumetti a più mani, senza i classici settori stagni (matite / chine / colori) e così nacque il DrowArt Studio. Purtroppo l'idea si rivelò un po’ più farraginosa del previsto per quanto riguarda i soli fumetti, Dalla Vecchia ci abbandonò ma lo studio è ancora vivo e vegeto.
Lavoriamo in un magazzino sotto un negozio di scarpe e realizziamo fumetti, illustrazioni, storyboard e character design per aziende che necessitano del lavoro di bravi artisti grafici.
Quando l'occasione lo permette collaboriamo a progetti editoriali importanti e questo è stato il caso del numero di Iron Man nel quale tutti noi abbiamo partecipato. E' stata una bella occasione e spero un buon risultato.
Sei soddisfatto di come finora hai illustrato le avventure di alcuni fra i personaggi storici della Marvel?
No, non ne sono affatto soddisfatto. Anche dopo solo un paio di giorni riguardando le mi pagine non mi piacciono quasi mai al punto che in alcuni casi me ne vergogno pure. E' una vera insoddisfazione patologica.
Da un lato mi fa arrabbiare e mi delude, ma dall'altro mi spinge sempre a cercare di fare meglio, e quando mi dico "Cavolo, ma io so disegnare meglio di così!" spero sia segno del fatto che ho ancora spazio per migliorare.
Inoltre, venendo dal fumetto francese e da anni di tentativi di inserimento in quel settore, dove il tipo di narrazione stilistica e grafica è abbastanza differente, ho dovuto modificare il mio approccio e per la prima volta provare a realizzare pagine in stile americano. Sto ancora tentando di imparare e di entrare in sintonia con i comics USA e mi sembra che con ogni nuova pagina che disegno io stia lentamente migliorando. In generale penso che il mio stile non sia ancora del tutto definito e sento di non aver ancora trovato il mio equilibrio.
A volte vorrei tentare di lasciarmi andare e sperimentare, guardando dove potrebbe portarmi il mio stile, ma penso non sia il caso di farlo in una produzione Marvel. Mi riprometto sempre che quando avrò un po’ di tempo esplorerò più liberamente il mio modo di disegnare e forse solo allora maturerò del tutto.

3 commenti:

Matteo ha detto...

Wow! la mia prima intervista! Grazie ancora, Matteo e scusami ancora per il ritardo!

Jacopo ha detto...

Grande Matte!!! Very very very proud ^__^

Jacopo

Matteo Losso ha detto...

@ Matteo - Ma grazie a te, caro omonimo, per la bellissima interview che mi hai concesso... sono davvero fiero di essere stato il primo ad avere la possibilità (e l'idea...) di intervistarti. Continua così... col talento, la modestia e la voglia di migliorare che ti ritrovi, sono certo che hai di fronte a te un brillante futuro da Marvel artist!

@ Jacopo - Naturalmente ringrazio anche te, a nome di tutti i comics fans, perchè... a quel che ho avuto modo di leggere... se tu non avessi spronato il tuo collega a partecipare al ChesterQuest, probabilmente oggi non saremmo qui a commentare la sua splendida collaborazione con la Marvel!

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