Cerca nel blog
martedì 6 aprile 2010
40 anni di Uomo Ragno in Italia!
Lo stanzino dei fumetti
di Leonardo Raveggi
Quando tra appassionati di fumetti Marvel di vecchia data viene affrontato l’argomento “Editoriale Corno” emergono sistematicamente tre luoghi comuni. Il primo è il ricordo del primo albo Corno visto, letto e/o posseduto, il secondo quello della trama delle storie che conteneva ed il terzo l'istantaneo innamoramento per i fumetti Marvel che ne è conseguito. Ma per il sottoscritto, nonostante il mio amore viscerale per la Marvel e per il mondo del fumetto in generale, nessuno di queste tre luoghi comuni è applicabile.
Iniziamo dal fatidico primo albo. Quando sono stato messo al mondo, a Firenze nel lontano 1973, la mia casa era già piena di albi Corno. Mio padre li acquistava e collezionava regolarmente già dai primissimi numeri usciti più di due anni prima. Non era quindi tanto un albo ad arrivare da me quanto io ad arrivare a casa loro. E dovrebbero quindi essere semmai gli albi Corno a raccontare del loro primo neonato. Gli albi inoltre non erano miei bensì di mio padre ed io, per buona parte dell’infanzia, riuscivo a vedere questi giornalini strani e coloratissimi solo in tre particolari momenti. Il primo quando il babbo li aveva appena comprati e li appoggiava su un’altissima libreria (che in realtà non superava il metro e mezzo), poi nelle sue mani mentre li leggeva ed infine quando, a lettura ultimata, li trasportava nella loro inaccessibile e definitiva collocazione: lo stanzino. Lo stanzino, come lo chiamavamo in casa, era un piccolo e stretto ripostiglio arredato con scaffalature metalliche dove venivano tenuti vari oggetti di casa (negli scaffali bassi) e la collezione di fumetti di mio padre (rigorosamente negli scaffali alti). Quando riuscivo a intrufolarmici potevo ammirare dal basso una sorta di K2 dei fumetti. Ma ammirare appunto, ancora né leggere né possedere.
Passiamo ora al secondo e al terzo luogo comune: il ricordo della prima storia letta e il relativo innamoramento. Il primo albo veramente mio è arrivato solo nel 1979. Un giorno che ero a letto ammalato mio padre mi portò dall’edicola il n. 24 di "Devil Gigante". L’albo si intitolava "Tagak, il Dio leopardo". Ma c’era qualcosa che non andava. A parte che come primo villain poteva andarmi decisamente meglio, l’albo era di formato più grande di quelli del babbo e il fatto che lui non collezionasse questa serie (aveva già queste storie nella prima edizione su "L'incredibile Devil") sminuiva l’evento. L’inaccessibile e ambito contenuto dello stanzino era un’altra cosa. Colpa di questa delusione (o forse di Tagak) non conservo il ricordo della trama della storia e tantomeno mi sono innamorato degli albi Marvel in quel momento.
L’amore è sbocciato nella prima adolescenza, alla lettura del primo numero della nuova serie de "L'Uomo Ragno" pubblicata dalla Star Comics. Allora non esistevano più né la Corno né lo stanzino, dato che la mia famiglia aveva cambiato casa da qualche anno. Ma gli albi che conteneva c’erano e ci sono ancora oggi. Scampati miracolosamente anche all’esondazione del torrente Mugnone del 1992 ora riposano adagiati in una confortevole libreria svedese. Tagak compreso.
venerdì 17 luglio 2009
Mario Alberti su “The Amazing Spider-Man”
Dopo aver convinto pubblico e critica statunitensi grazie al suo splendido e personalissimo lavoro sulla mini-serie “X-Men / Spider-Man”, il disegnatore Mario Alberti è subito diventato uno degli artist più quotati ed apprezzati del settore.
La collaborazione del nostro connazionale a questa prestigiosa testata inizierà su un indimenticabile numero anniversario, il giant size “The Amazing Spider-Man” # 600, che vede addirittura il ritorno alla sceneggiatura dell’immenso Stan Lee. Ma se per questo numero speciale “doppio zero” l’artist italico disegnerà “solo” alcune delle 104 pagine commissionate ai suoi autori dalla “Casa delle Idee” per festeggiare degnamente il traguardo, l’avventura di Mario Alberti sulla serie continuerà in maniera ancora più massiccia ed incisiva già dal numero successivo, dato che “The Amazing Spider-Man” # 601 sarà da lui completamente illustrato! Ma non solo… Come raramente accade nel mercato dei comics USA, infatti, Alberti non si occuperà “semplicemente” delle matite, ma gli è stata concessa la gestione totale dell’aspetto visivo per narrare la sceneggiatura del grande Mark Waid. La fiducia e la stima di Joe Quesada e dei suoi editor nei confronti di questo talento italico, infatti, hanno fatto in modo che Alberti si occupi nello stesso tempo delle matite, delle chine e addirittura anche dei colori, avendo così grande libertà creativa e pieno controllo sul risultato finale.

