Denis Medri è uno dei migliori disegnatori italiani di fumetti che hanno lavorato con la "Casa delle Idee". Purtroppo le sue ultime collaborazioni con la Marvel non sono particolarmente recenti e finora non sono state neppure molte, sicuramente meno di quante avrebbero sperato i fan e anche di quante l'artist avrebbe meritato, per quello che è sempre stato capace di dimostrare.
Naturalmente il nostro connazionale negli ultimi anni non è stato con le mani in mano ed ha continuato a disegnare per altre case editrici in giro per il mondo, continuando a mettersi alla prova anche con i personaggi di Stan Lee, sebbene solo per passione. Sul blog ufficiale di Denis Medri, infatti, è da sempre possibile ammirare numerosi sketch dedicati ai super-eroi della Marvel, ma negli ultimi tempi ne sono apparsi alcuni particolarmente gustosi. L'artist, infatti, si è lanciato in un'interessante reinterpretazione in chiave steampunk di Spider-Man e del suo cast di avversari, dimostrando di essere non solo un ottimo "interprete", ma anche un vero creatore.
Per puro piacere di disegnare, Medri ha generato con una decina di sketch lo scheletro di un piccolo "universo narrativo parallelo", che potrebbe essere benissimo sfruttato per creare una linea di produzioni simile a quello "Spider-Man Noir" tanto in voga sino a qualche anno fa. In questo aggiornamento abbiamo deciso di riprendere proprio alcuni di questi deliziosi disegni, quelli dedicati a Spider-Man, Octopus e lo Scorpione, invitandovi a scoprirli tutti sul suo blog. Nella speranza che anche qualche editor della Marvel si imbatta in questo materiale, essendone ispirato a tal punto da trasformare lo "Spider-Man Steampunk" nato solo per divertimento in qualcosa di ancora più intrigante e complesso... naturalmente coinvolgendone anche il creatore!
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mercoledì 1 agosto 2012
mercoledì 27 gennaio 2010
“X-Campus”, i giovani X-Men italiani
Richiesta a gran voce e per molto tempo da tutti gli appassionati, dopo una lunga attesa è arrivata anche in edizione italiana la saga di “X-Campus”. Commissionata qualche anno fa da Panini Comics allo Studio Red Whale, la mini è successivamente rimasta “impelagata” in diverse questioni editoriali e nuovi equilibri del mercato, che ne hanno ritardato l’uscita, senza però compromettere minimamente la godibilità del lavoro. Anzi, la pazienza dei fan è stata ampiamente ripagata ed il fumetto è stato presentato probabilmente nella miglior maniera possibile. L’intera storia, infatti, è stata pubblicata in versione integrale nell’omonimo volume “X-Campus” della collezione “Supereroi - Le grandi saghe”, distribuito in compagine con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport: 192 pagine a colori, su carta patinata e con dimensioni più grandi del tipico formato comic-book, alla modica cifra di 9,9 €. Un libro disponibile comodamente in tutte le edicole italiane e con una grande tiratura distribuita in maniera capillare sull'intero territorio nazionale, per arrivare al maggior numero possibile di lettori. Se è vero che i lettori e gli autori di “X-Campus” hanno dovuto aspettare più del previsto per vedere l’opera pubblicata, dunque, è altrettanto vero che sarebbe stato impossibile immaginare un’edizione più convincente e diffusa!
Se avete seguito anche in passato le pagine del nostro blog, probabilmente avete già avuto l’occasione di imbattervi nelle numerose segnalazioni della saga e saprete bene di cosa si tratta. A favore di chi, invece, ne sentisse parlare solo adesso per la prima volta, ricordiamo brevemente che si tratta di una “rivisitazione” dell’universo degli X-Men in chiave teen-ager, che vede tutti i più noti personaggi (come Wolverine, Xavier, Rogue, Magneto e tantissimi altri) “ringiovaniti” e calati in un contesto da campus universitario, come nella saga di “Harry Potter” o in tante famose serie TV per adolescenti. Non sono ancora un gruppo di super-eroi “temuti ed odiati dalla società che hanno giurato di proteggere”, ma solo dei giovani studenti che imparano a crescere insieme, superando le difficoltà del loro essere ragazzi diversi e problematici. Un po’ come i lettori loro coetanei, che non avranno difficoltà ad immedesimarsi con qualcuno dei protagonisti, ma con l’aggiunta di super-poteri a complicare e rendere più avventuroso il quadro finale. Questi giovani mutanti riescono anche a non “tradire” la versione originale degli eroi o l’idea di partenza che li ha generati, essendone anzi una “attualizzazione” credibile e molto rispettosa delle origini.
A lettura avvenuta, si resta decisamente soddisfatti. La storia è avvincente e fresca, i dialoghi brillanti e scorrevoli. Alta anche la qualità dei disegni, che, a dispetto dei vari autori coinvolti nel lavoro, riesce comunque a garantire una lettura “compatta” e dalla linea editoriale omogenea, anche grazie ad una colorazione brillante, ben riconoscibile e capace di creare un’ottima amalgama. Sono davvero tanti gli autori italiani impegnati nella realizzazione di questa saga ed è un piacere poter finalmente nominarli tutti insieme in questo post, anche se alcuni di loro sono già “vecchie conoscenze” del nostro blog. In attesa che “X-Campus” fosse pubblicata in Italia, infatti, tanti dei suoi disegnatori hanno iniziato a collaborare direttamente con la Marvel, dimostrando che il progetto è stato anche un’ottima palestra per tanti giovani autori di talento. La storia è stata scritta a quattro mani dai noti sceneggiatori Francesco Artibani e Michele Medda, due scrittori molto amati dal pubblico italiano per i lavori realizzati insieme ad altri grandi editori di casa nostra. Ai disegni troviamo Denis Medri, Roberto “Rob” Di Salvo, Alessandro Vitti, Gianluca Gugliotta e Marco Failla. Quest ultimo si è anche occupato degli inchiostri, insieme a Santa Zangari e Cristina Giorgilli. I colori sono opera di Fabio Bonechi, Cecilia Giumento, Giovanna Niro, Davide Amici e Sergio Algozzino, che ha anche supervisionato l’intero processo di colorazione. A coordinare per Red Whale questa nutrita squadra di artisti, le prodi Maryam Funicelli e Stefania Bitta, con la supervisione di ben quattro “ere editoriali” di Panini Comics: Enrico Fornaroli, Francesco Meo, Andrea Rivi e Simon Bisi, naturalmente sempre sotto l’egida del direttore editoriale Marco Lupoi.
Per saperne di più sugli autori, vi consigliamo di leggere tutti gli aggiornamenti del nostro blog a loro dedicati e di seguire i tanti link inseriti nella colonna di destra, ma è lo stesso volume di “X-Campus” a permetterci di conoscerli meglio, attraverso numerose schede ed un apparato editoriale molto completo ed interessante. Per studiare ancor di più l’opera ed i “segreti” alla base della sua creazione, invece, vi segnaliamo due pregevoli strumenti disponibili in rete: gli splendidi tutorial pubblicati su Kinart, in cui Roberto Di Salvo e Marco Failla illustrano le loro tecniche e scelte di lavorazione, e l’approfondimento di uBC Fumetti a cura di Roberto Giammatteo intitolato “X-Campus... what if, or not what if: that is the question!”, davvero ricco di interessanti annotazioni, studi preparatori e immagini.
Se avete seguito anche in passato le pagine del nostro blog, probabilmente avete già avuto l’occasione di imbattervi nelle numerose segnalazioni della saga e saprete bene di cosa si tratta. A favore di chi, invece, ne sentisse parlare solo adesso per la prima volta, ricordiamo brevemente che si tratta di una “rivisitazione” dell’universo degli X-Men in chiave teen-ager, che vede tutti i più noti personaggi (come Wolverine, Xavier, Rogue, Magneto e tantissimi altri) “ringiovaniti” e calati in un contesto da campus universitario, come nella saga di “Harry Potter” o in tante famose serie TV per adolescenti. Non sono ancora un gruppo di super-eroi “temuti ed odiati dalla società che hanno giurato di proteggere”, ma solo dei giovani studenti che imparano a crescere insieme, superando le difficoltà del loro essere ragazzi diversi e problematici. Un po’ come i lettori loro coetanei, che non avranno difficoltà ad immedesimarsi con qualcuno dei protagonisti, ma con l’aggiunta di super-poteri a complicare e rendere più avventuroso il quadro finale. Questi giovani mutanti riescono anche a non “tradire” la versione originale degli eroi o l’idea di partenza che li ha generati, essendone anzi una “attualizzazione” credibile e molto rispettosa delle origini.
A lettura avvenuta, si resta decisamente soddisfatti. La storia è avvincente e fresca, i dialoghi brillanti e scorrevoli. Alta anche la qualità dei disegni, che, a dispetto dei vari autori coinvolti nel lavoro, riesce comunque a garantire una lettura “compatta” e dalla linea editoriale omogenea, anche grazie ad una colorazione brillante, ben riconoscibile e capace di creare un’ottima amalgama. Sono davvero tanti gli autori italiani impegnati nella realizzazione di questa saga ed è un piacere poter finalmente nominarli tutti insieme in questo post, anche se alcuni di loro sono già “vecchie conoscenze” del nostro blog. In attesa che “X-Campus” fosse pubblicata in Italia, infatti, tanti dei suoi disegnatori hanno iniziato a collaborare direttamente con la Marvel, dimostrando che il progetto è stato anche un’ottima palestra per tanti giovani autori di talento. La storia è stata scritta a quattro mani dai noti sceneggiatori Francesco Artibani e Michele Medda, due scrittori molto amati dal pubblico italiano per i lavori realizzati insieme ad altri grandi editori di casa nostra. Ai disegni troviamo Denis Medri, Roberto “Rob” Di Salvo, Alessandro Vitti, Gianluca Gugliotta e Marco Failla. Quest ultimo si è anche occupato degli inchiostri, insieme a Santa Zangari e Cristina Giorgilli. I colori sono opera di Fabio Bonechi, Cecilia Giumento, Giovanna Niro, Davide Amici e Sergio Algozzino, che ha anche supervisionato l’intero processo di colorazione. A coordinare per Red Whale questa nutrita squadra di artisti, le prodi Maryam Funicelli e Stefania Bitta, con la supervisione di ben quattro “ere editoriali” di Panini Comics: Enrico Fornaroli, Francesco Meo, Andrea Rivi e Simon Bisi, naturalmente sempre sotto l’egida del direttore editoriale Marco Lupoi.
Per saperne di più sugli autori, vi consigliamo di leggere tutti gli aggiornamenti del nostro blog a loro dedicati e di seguire i tanti link inseriti nella colonna di destra, ma è lo stesso volume di “X-Campus” a permetterci di conoscerli meglio, attraverso numerose schede ed un apparato editoriale molto completo ed interessante. Per studiare ancor di più l’opera ed i “segreti” alla base della sua creazione, invece, vi segnaliamo due pregevoli strumenti disponibili in rete: gli splendidi tutorial pubblicati su Kinart, in cui Roberto Di Salvo e Marco Failla illustrano le loro tecniche e scelte di lavorazione, e l’approfondimento di uBC Fumetti a cura di Roberto Giammatteo intitolato “X-Campus... what if, or not what if: that is the question!”, davvero ricco di interessanti annotazioni, studi preparatori e immagini.
giovedì 28 maggio 2009
Denis Medri disegna i Fantastic Four
Seguendo periodicamente tutti i blog degli autori italiani che collaborano con la Marvel... come potete fare comodamente anche voi, attraverso il blogroll ed i link pubblicati nella colonna di destra di questo spazio web... siamo venuti a sapere che Denis Medri ha di recente terminato di disegnare "Marvel Adventures Fantastic Four" # 48! Il fumetto è uscito negli Stati Uniti proprio oggi e, sebbene finora siamo riusciti a vederne solo uno stralcio di vignetta, siamo certi che il nostro connazionale abbia fatto un ottimo lavoro. Questa sicurezza si fonda sugli ottimi lavori realizzati finora da Denis per la "Casa delle Idee", ma anche per tante altre case editrici, ed è supportata anche dai suoi splendidi studi preparatori dei Fantastici Quattro circolati finora on line, proprio come quello dedicato alla Cosa che abbiamo presentato in testa a questo post.
giovedì 12 marzo 2009
Intervista a Matteo Lolli
Dopo aver annunciato il suo esordio nella vasta schiera di autori italiani MARVEL, oggi siamo lieti di presentare finalmente anche un’interessante intervista esclusiva al disegnatore Matteo Lolli. Un artist davvero interessante e tutto da scoprire, che sembra crescere ad ogni prova e sicuramente riserva ancora ampi margini di miglioramento. Il disegnatore bolognese finora ha legato la sua firma a tante collane del marchio per ragazzi “Marvel Adventures”, ma siamo certi che vedremo presto anche qualche sua incursione nell’Universe ufficiale. Per adesso e in attesa di veder pubblicata anche nel nostro paese qualcuna delle sue storie, impariamo a conoscerlo meglio e scopriamo come è riuscito a entrare nello staff della “Casa delle Idee”. Che ne dici di iniziare questa intervista presentandoti in piena libertà agli utenti del nostro blog e raccontandoci qualcosa della tua vita, magari anche di quando non sei al lavoro sul tavolo da disegno?
Salve a tutti, sono Matteo e vivo a Bologna, città che adoro. Sono ovviamente appassionato di fumetti, motociclista ducatista, non ho animali ma ne vorrei, sono pigro, amo i film, telefilm e film d'animazione, lavoro in un seminterrato sotto un negozio di scarpe, disegno meglio quando ascolto musica, sono un videogiocatore fin dai tempi del Vic20 e sono un feticista degli artbook e sketchbook che colleziono a decine.
Che rapporto hai con i fumetti e gli eroi della Marvel?
Penso che il mio primo contatto con gli eroi Marvel furono un paio di albi in francese di Alpha Flight. Non capivo ancora il francese per cui guardavo solo le vignette che mi piacevano un sacco. A parte quel periodo, in seguito mi ci sono allontanato praticamente del tutto, non riuscendo a trovare un punto di ingresso in storie che sembravano tutte concatenate tra varie testate, con riferimenti a numeri o personaggi che non conoscevo e pur volendo non riuscivo a trovare il classico "numero 1" da cui partire. Dal liceo in avanti, complice un compagno di classe appassionato, ho ricominciato a leggere alcune testate Marvel, ma quasi esclusivamente scegliendo i numeri dei disegnatori che ammiravo.
Chi citeresti fra gli autori che in qualche maniera hai preso ad esempio e che ti hanno aiutato a formare il tuo stile?
Parlando solo di fumettisti: la prima volta che vidi un disegno di Adam Hughes fu subito amore. Impazzisco anche per Claire Wendling (per la quale ho avuto una crisi tipo sindrome di Stendhal alla sua mostra ad Angouleme). Benoit Springer un geniaccio e il mitico Moebius. Aggiungo anche il dinamico Eric Canete e il mostro Stuart Immonen mio attuale punto di riferimento. Mike Mignola è obbligatorio citarlo altrimenti non dormo stanotte. Sul lato orientale, Masamune Shirow (se solo smettesse col 3D e rifacesse fumetti), Otomo e Miyazaki. In ogni caso sono così tanti quelli che tralascio altrimenti la lista sarebbe lunga almeno quando tutta l'intervista.
Quali sono stati finora i momenti più importanti nella tua carriera da disegnatore?
Guardare da bambino mio padre disegnare, dipingere e farmi le magliette Fruit of the Loom personalizzate con i personaggi dei cartoni animati (ricordo un Pluto e un Capitan Harlock di cui andavo particolarmente fiero). Probabilmente iniziò in quel periodo la mia voglia di disegnare.
Altro passo fondamentale fu il corso di fumetti (solo qualche mese purtroppo) che ho frequentato durante l'università. Entrare in contatto con disegnatori professionisti e altri ragazzi che come me sognavano di diventare disegnatori fu come aprire le porte di un mondo nuovo. Inoltre non avendo mai avuto una vera istruzione artistica (liceo scientifico) fu FONDAMENTALE per me imparare le basi del disegno e dell'anatomia.
In seguito furono importanti la vittoria del concorso di fumetti "Arena!", il lavorare nello studio Inventario di Palumbo e la nascita del DrowArt Studio.
Più concretamente quello che considero il mio primo lavoro da disegnatore fu alla fine del 2006, il progetto "Ailes de Cuir" ("Ali di cuoio") per l'editore francese "Les Humanoides Associes" scritto da Luca Enoch. Venni da loro contattato perchè a Luca erano piaciuti dei miei disegni e dopo anni di tentativi di sbarcare in Francia ero al settimo cielo. Purtroppo il progetto si è arenato a 9 pagine dalla fine a causa di problemi economici della casa editrice, ma prima o poi spero vedrà la luce.
Ovviamente il momento più importante della mia carriera è stata la vittoria al ChesterQuest, concorso indetto dalla Marvel, che mi ha permesso finalmente di esordire come disegnatore e finalmente vedere i miei disegni pubblicati su carta.
Altro passo fondamentale fu il corso di fumetti (solo qualche mese purtroppo) che ho frequentato durante l'università. Entrare in contatto con disegnatori professionisti e altri ragazzi che come me sognavano di diventare disegnatori fu come aprire le porte di un mondo nuovo. Inoltre non avendo mai avuto una vera istruzione artistica (liceo scientifico) fu FONDAMENTALE per me imparare le basi del disegno e dell'anatomia.
In seguito furono importanti la vittoria del concorso di fumetti "Arena!", il lavorare nello studio Inventario di Palumbo e la nascita del DrowArt Studio.
Più concretamente quello che considero il mio primo lavoro da disegnatore fu alla fine del 2006, il progetto "Ailes de Cuir" ("Ali di cuoio") per l'editore francese "Les Humanoides Associes" scritto da Luca Enoch. Venni da loro contattato perchè a Luca erano piaciuti dei miei disegni e dopo anni di tentativi di sbarcare in Francia ero al settimo cielo. Purtroppo il progetto si è arenato a 9 pagine dalla fine a causa di problemi economici della casa editrice, ma prima o poi spero vedrà la luce.
Ovviamente il momento più importante della mia carriera è stata la vittoria al ChesterQuest, concorso indetto dalla Marvel, che mi ha permesso finalmente di esordire come disegnatore e finalmente vedere i miei disegni pubblicati su carta.
Puoi raccontarci qualcosa in più di questa tua esperienza al ChesterQuest e come hai fatto praticamente a partecipare alla selezione? Cosa hai provato quando hai saputo di essere fra i vincitori e come lo hai scoperto?
Lo stop al progetto per gli Humanoides fu una vera batosta per me. Ero ormai deciso ad abbandonare l'idea di diventare un disegnatore di fumetti e l'idea era quella di cambiare completamente lavoro.
La fortuna ha voluto che in quel periodo, sia Matteo Scalera (altro talento del ChesterQuest) sia Denis Medri (altro disegnatore Marvel) mi parlarono di questo concorso indetto da C.B. Cebulski per conto della Marvel.
Col morale a terra a causa del progetto francese abortito non volevo nemmeno provarci, sicuro di non essere all'altezza, evviva l'ottimismo!
Partecipai solo perché una sera al pub parlai del concorso a Jacopo Camagni e lui insistette assolutamente affinché entrambi partecipassimo.
Sembrava che non fossi stato scelto (e la cosa non mi stupiva avendo preparato 3 pagine di prova in fretta e fatte male siccome avevo poco tempo e davvero non credevo di farcela). La sorte mi ha arriso e a quanto pare gli editor Marvel hanno visto qualcosa di buono nel mio modo di disegnare che andava oltre alle brutte pagine mandate.
Ed eccomi qua, devo ancora pagare da bere a questi amici senza i quali ora non starei rispondendo a questa intervista.
La fortuna ha voluto che in quel periodo, sia Matteo Scalera (altro talento del ChesterQuest) sia Denis Medri (altro disegnatore Marvel) mi parlarono di questo concorso indetto da C.B. Cebulski per conto della Marvel.
Col morale a terra a causa del progetto francese abortito non volevo nemmeno provarci, sicuro di non essere all'altezza, evviva l'ottimismo!
Partecipai solo perché una sera al pub parlai del concorso a Jacopo Camagni e lui insistette assolutamente affinché entrambi partecipassimo.
Sembrava che non fossi stato scelto (e la cosa non mi stupiva avendo preparato 3 pagine di prova in fretta e fatte male siccome avevo poco tempo e davvero non credevo di farcela). La sorte mi ha arriso e a quanto pare gli editor Marvel hanno visto qualcosa di buono nel mio modo di disegnare che andava oltre alle brutte pagine mandate.
Ed eccomi qua, devo ancora pagare da bere a questi amici senza i quali ora non starei rispondendo a questa intervista.
Dopo essere stato scelto, sappiamo che ti hanno messo subito al lavoro su due sceneggiature di Fred Van Lente, la prima per Marvel Adventures Iron Man e la successiva per Marvel Adventures Super Heroes: Ant-Man. Come ti sei trovato a lavorare con lo sceneggiatore e cosa ne pensi delle storie?
I rapporti con lo sceneggiatore per ora sono sempre stati cortesi e gentili, ma purtroppo sono solo limitati alle email, ovviamente.
Ultimamente ho disegnato anche storie di Joe Caramagna su Marvel Adventures Fantastic Four # 40 e di Paul Tobin su Marvel Adventures Avengers # 30, 32 e 34.
Paul in particolare, è molto gentile e simpatico, mette a proprio agio il disegnatore e aggiunge sempre qualche complimento ad ogni pagina che commenta, un vero piacere.
Le storie della serie Marvel Adventures sono per un pubblico "All Ages" per cui ho il veto di disegnare armi realistiche, scene di violenza con sangue, riferimenti ad oggetti violenti (elmetti da guerra ad esempio) e purtroppo pure donne troppo sexy.
Un punto negativo della serie è che a volte le storie sono banali e decisamente sciocche agli occhi di un pubblico maturo.
Di positivo invece delle Marvel Adventures è che sono delle one shot veloci e ne adoro il tono comico e leggero che hanno tutte le storie.
Un'idea geniale è che vengano "riesumati" dei nemici semi sconosciuti o perlopiù dimenticati dell'epoca d'oro della Marvel, quasi che gli sceneggiatori aprano a caso l'enciclopedia Marvel e puntino un dito a caso. Tanto per citarne alcuni che ho disegnato: Man-Bull, Oog, Whirlwind, Blacklash, Absorbing Man, Griffin e via dicendo. Veramente divertenti da interpretare.
Ultimamente ho disegnato anche storie di Joe Caramagna su Marvel Adventures Fantastic Four # 40 e di Paul Tobin su Marvel Adventures Avengers # 30, 32 e 34.
Paul in particolare, è molto gentile e simpatico, mette a proprio agio il disegnatore e aggiunge sempre qualche complimento ad ogni pagina che commenta, un vero piacere.
Le storie della serie Marvel Adventures sono per un pubblico "All Ages" per cui ho il veto di disegnare armi realistiche, scene di violenza con sangue, riferimenti ad oggetti violenti (elmetti da guerra ad esempio) e purtroppo pure donne troppo sexy.
Un punto negativo della serie è che a volte le storie sono banali e decisamente sciocche agli occhi di un pubblico maturo.
Di positivo invece delle Marvel Adventures è che sono delle one shot veloci e ne adoro il tono comico e leggero che hanno tutte le storie.
Un'idea geniale è che vengano "riesumati" dei nemici semi sconosciuti o perlopiù dimenticati dell'epoca d'oro della Marvel, quasi che gli sceneggiatori aprano a caso l'enciclopedia Marvel e puntino un dito a caso. Tanto per citarne alcuni che ho disegnato: Man-Bull, Oog, Whirlwind, Blacklash, Absorbing Man, Griffin e via dicendo. Veramente divertenti da interpretare.
Cosa è il “DrowArt Studio” e come si è svolta la collaborazione con Christian Cornia, Christian Dalla Vecchia e Domenico Neziti sulla storia di Iron Man?
L'amico Christian Cornia, conosciuto al corso di fumetti, mi presentò Christian Dalla Vecchia e Domenico Neziti. Durante un pranzo decidemmo di creare un gruppo di lavoro per poter realizzare storie a fumetti a più mani, senza i classici settori stagni (matite / chine / colori) e così nacque il DrowArt Studio. Purtroppo l'idea si rivelò un po’ più farraginosa del previsto per quanto riguarda i soli fumetti, Dalla Vecchia ci abbandonò ma lo studio è ancora vivo e vegeto.
Lavoriamo in un magazzino sotto un negozio di scarpe e realizziamo fumetti, illustrazioni, storyboard e character design per aziende che necessitano del lavoro di bravi artisti grafici.
Quando l'occasione lo permette collaboriamo a progetti editoriali importanti e questo è stato il caso del numero di Iron Man nel quale tutti noi abbiamo partecipato. E' stata una bella occasione e spero un buon risultato.
Lavoriamo in un magazzino sotto un negozio di scarpe e realizziamo fumetti, illustrazioni, storyboard e character design per aziende che necessitano del lavoro di bravi artisti grafici.
Quando l'occasione lo permette collaboriamo a progetti editoriali importanti e questo è stato il caso del numero di Iron Man nel quale tutti noi abbiamo partecipato. E' stata una bella occasione e spero un buon risultato.
Sei soddisfatto di come finora hai illustrato le avventure di alcuni fra i personaggi storici della Marvel?
No, non ne sono affatto soddisfatto. Anche dopo solo un paio di giorni riguardando le mi pagine non mi piacciono quasi mai al punto che in alcuni casi me ne vergogno pure. E' una vera insoddisfazione patologica.
Da un lato mi fa arrabbiare e mi delude, ma dall'altro mi spinge sempre a cercare di fare meglio, e quando mi dico "Cavolo, ma io so disegnare meglio di così!" spero sia segno del fatto che ho ancora spazio per migliorare.
Inoltre, venendo dal fumetto francese e da anni di tentativi di inserimento in quel settore, dove il tipo di narrazione stilistica e grafica è abbastanza differente, ho dovuto modificare il mio approccio e per la prima volta provare a realizzare pagine in stile americano. Sto ancora tentando di imparare e di entrare in sintonia con i comics USA e mi sembra che con ogni nuova pagina che disegno io stia lentamente migliorando. In generale penso che il mio stile non sia ancora del tutto definito e sento di non aver ancora trovato il mio equilibrio.
A volte vorrei tentare di lasciarmi andare e sperimentare, guardando dove potrebbe portarmi il mio stile, ma penso non sia il caso di farlo in una produzione Marvel. Mi riprometto sempre che quando avrò un po’ di tempo esplorerò più liberamente il mio modo di disegnare e forse solo allora maturerò del tutto.
Da un lato mi fa arrabbiare e mi delude, ma dall'altro mi spinge sempre a cercare di fare meglio, e quando mi dico "Cavolo, ma io so disegnare meglio di così!" spero sia segno del fatto che ho ancora spazio per migliorare.
Inoltre, venendo dal fumetto francese e da anni di tentativi di inserimento in quel settore, dove il tipo di narrazione stilistica e grafica è abbastanza differente, ho dovuto modificare il mio approccio e per la prima volta provare a realizzare pagine in stile americano. Sto ancora tentando di imparare e di entrare in sintonia con i comics USA e mi sembra che con ogni nuova pagina che disegno io stia lentamente migliorando. In generale penso che il mio stile non sia ancora del tutto definito e sento di non aver ancora trovato il mio equilibrio.
A volte vorrei tentare di lasciarmi andare e sperimentare, guardando dove potrebbe portarmi il mio stile, ma penso non sia il caso di farlo in una produzione Marvel. Mi riprometto sempre che quando avrò un po’ di tempo esplorerò più liberamente il mio modo di disegnare e forse solo allora maturerò del tutto.
martedì 16 dicembre 2008
Denis Medri su “Iron Man & I Potenti Vendicatori” # 9
E' disponibile da qualche giorno in tutte le edicole e fumetterie l'edizione italiana di un nuovo fumetto Marvel realizzato da un autore italiano: si tratta di “Iron Man & I Potenti Vendicatori” # 9, albo in cui potete trovare la storia "Panegyricho" tratta da "Giant Size Avengers Special" #1 e disegnata da Denis Medri! Un episodio breve, ma davvero simpatico, che mostra le grandi doti dell'artist nostrano e rende l'albo a dir poco imperdibile per i tanti fans di tutto ciò che è "Marvel made in Italy": non lasciatevelo sfuggire!lunedì 17 novembre 2008
Gli italiani preferiscono gli Avengers
Sarà la “febbre” generata dai film di Iron Man e Hulk… sarà la spasmodica attesa dell’evento cinematografico "The Avengers" programmato per il 2011… sarà che alcuni fra gli altri eroi più amati e classici della Marvel hanno già “subito un trattamento” di questo stesso genere… Forse sarà per questi o per tanti altri motivi, non è dato da sapersi con precisione, ma resta il fatto che il titolo di questo post dice tutto ed ha decisamente ragione: gli italiani preferiscono gli Avengers! A cosa ci stiamo riferendo? Ma naturalmente al risultato del nostro secondo sondaggio! Dopo aver stabilito nel nostro primo “poll ufficiale” che vorreste leggere una storia MARVEL scritta da Tiziano Sclavi, infatti, abbiamo deciso di porre a tutti i visitatori una nuova domanda “Vorresti che il prossimo eroe Marvel di un fumetto creato da Panini Comics fosse...?”, chiedendo poi di scegliere fra Spider-Man, Wolverine, X-Men, Iron Man, Hulk, Avengers, Ghost Rider e Punisher. E con il 22% dei voti, sono stati proprio i mitici Vendicatori a spuntarla sia su Spider-Man (15%) che su Iron Man (12%).Nella speranza che i desideri dei nostri utenti possano diventare realtà e che “i più grandi eroi del pianeta” possano davvero diventare protagonisti di un prossimo fumetto Marvel prodotto da Panini Comics e interamente realizzato da autori italiani, chiudiamo ufficialmente questo sondaggio per lanciare subito il successivo, in cui vorremmo mettere a confronto tre “mostri sacri” del movimento “Marvel made in Italy” alle prese con una delle icone della “Casa delle Idee”. Secondo voi, chi ha dato la migliore interpretazione di Wolverine fra Claudio Castellini, Gabriele Dell’Otto e Simone Bianchi, che si sono ampiamente confrontati col più famoso degli X-Men disegnando rispettivamente “Wolverine: The End”, “Secret War” e “Evoluzione”? Il template per votare lo trovate nella colonna di destra... cosa state aspettando? Esprimete liberamente la vostra preferenza e spargete la voce fra i vostri amici "true believers"!
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mercoledì 15 ottobre 2008
Denis Medri: Marvel artworks
Dopo aver pubblicato per la Marvel su "Last of the mohicans" (illustrando la saga back-up "Dreeslayer" scritta dal grande Roy Thomas) e sul primo "Giant Size Avengers Special", il disegnatore Denis Medri ha attualmente rallentato la sua collaborazione con la "Casa delle Idee" ed al momento è al lavoro per altri noti editori statunitensi e francesi. Ma sul suo interessante blog personale continua tuttora a presentare con una certa regolarità bellissime illustrazioni e sketch dedicati ai super-eroi Marvel, come quelli che abbiamo selezionato per voi e che appaiono in questo aggiornamento. Immagini davvero deliziose, in cui l'italico artist dimostra la freschezza del suo stile e a cui speriamo faccia presto seguito un suo nuovo lavoro ufficiale per "la grande M". Nel frattempo, però, restiamo sempre in trepidante attesa dell'edizione nostrana della saga "X-Campus", l'autoproduzione Panini Comics per cui Denis ha studiato graficamente tutti i personaggi ed ha disegnato il primo episodio: il 2009 dovrebbe essere l'anno buono per leggere questa interpretazione tutta italiana della giovinezza degli X-Men!
martedì 4 dicembre 2007
Intervista: Denis Medri
Oggi ho il piacere di presentare in un colpo solo due grandi novità. Quella che andrete a leggere, infatti, non è solo la prima intervista inedita ad essere ospitata sul blog, ma mi concede anche il piacere di introdurre uno dei più giovani e talentuoso disegnatori italiani entrati di recente a far parte dell'Olimpo del Marvel artists. Parlo di Denis Medri, che di certo sarà già conosciuto dagli abituali lettori di fumetti francesi e da chi acquista i comic-book della Casa delle Idee anche in lingua originale, ma che spero possa essere una piacevole sorpresa per tanti utenti. Prima di lasciarvi al nostro scambio di battute, vi invito a visitare il blog di Denis Medri, uno spazio aggiornato dall'autore molto di frequente, con tanto materiale in anteprima e "chicche" di varia natura.Ciao Denis e benvenuto sul blog di MARVEL MADE IN ITALY. Manca davvero poco a vederti “esplodere” come autore italiano della Casa delle Idee, ma prima di iniziare a parlare dei tuoi tanti lavori, vorrei che fossi proprio tu a presentarti ai nostri utenti: dicci tutto quello che vuoi farci sapere di te!
Dunque mi chiamo Denis Medri, nato a Cesena, classe '79.
Ho iniziato a lavorare nel mondo dei fumetti nel 2001, firmando il mio primo contratto da professionista con l'editore francese Soleil, anche se le mie pubblicazioni sono arrivate solo dopo qualche anno con il mio attuale editore, Les Humanoides Associes, per cui ho realizzato 3 tomi della serie fantasy "Sans Dieu".
Attualmente sto realizzando, sempre per Les Humanoides Associes, una nuova serie scritta dal grande Chris Claremont dal titolo "Hide & Seek" che verrà pubblicata nel 2008.
Sempre nel 2008 sarà pubblicata la miniserie "X-Campus", progetto Italiano basato sull'Universo X-Men, prodotto da Panini Comics e sceneggiato da Francesco Artibani,
Da quest’anno lavoro direttamente con la Marvel Comics per cui ho realizzato alcune storie brevi della miniserie "Last of The Mohicans" ed un’altra per il volume di prossima uscita "Giant Size Avengers Special" #1.
Inoltre sono al lavoro su altri progetti, sia per il mercato Francese che per quello Americano.
Parlerei dei tuoi lavori per la MARVEL in ordine di creazione, anche se non corrisponde a quello in cui i lettori andranno a leggerli. A metà del 2006 hai iniziato a disegnare la mini-serie “X-Campus” scritta da Francesco Artibani, un progetto della linea “Transatlantique” di Panini Comics, che vedrà presto la luce anche in Italia. Di cosa tratta la storia? Potresti parlarci di quest’esperienza e di come sei stato coinvolto nel progetto?
Nell’Aprile del 2004 incontro Enrico Fornarli e Franceso Meo a Torino Comics, faccio vedere il mio book e si dimostrano interessati ai miei lavori dicendomi che mi avrebbero contattato presto per un progetto che avevano in cantiere.
Dopo qualche settimana ricevo una chiamata da Enrico che m’illustra il progetto X-Campus, una miniserie scritta da Francesco Artibani (W.I.T.C.H., Monster Allergy) per il mercato Europeo e in principio pure quello Americano, il tutto gestito da Red Whale per Panini Comics.
X-Campus e una rivisitazione in chiave adolescenziale dell’universo X-Men, ma non avremo tutine attillate o battaglie apocalittiche, vedremo i nostri protagonisti scoprire i propri poteri e dover affrontare la propria diversità in un momento cosi critico come l'adolescenza.
Il mio compito e stato realizzare il character design dei personaggi, le ambientazioni di realizzare il primo episodio e le cover, in seguito Red Whale ha creato uno staff di disegnatori, bravissimi, come Alessandro Vitti, Roberto Di Salvo, Marco Failla ed altri.
I tempi sono stati molto lunghi, dovuti anche alle attese d’approvazione per ogni fase del lavoro da parte della Marvel, e devo dire che dopo la mia lavorazione del primo episodio nel 2006 non ho saputo più nulla riguardo a questo progetto, ultimamente mi è stato confermato che vedrà la luce nel 2008.
Nel Maggio del 2007 è uscito il primo numero di “Last of the Mohicans”, una serie della linea Marvel Illustrated per cui hai realizzato le sei storie d’appendice. Che hai provato quando ti sei trovato a disegnare le sceneggiature di un mostro sacro come Roy Thomas?
Sono in contatto diretto con Marvel dal 2005. Nel settembre del 2006 l'editor con cui sono in contatto mi propose questa cosa, realizzare delle back up stories, cioè delle storie brevi, che andavano ad integrare la miniserie "The Last of the Mohicans" per la nuova collana Marvel Illustrated.
Queste storie riguardavano la giovinezza del protagonista del romanzo, Hawkeye, e si intitolavano "The Deerslayer", ho iniziato a lavorare alle tavole a fine febbraio di questo anno e ho realizzato 6 storie brevi da 5 tavole ciascuna,
Ovviamente è stata una soddisfazione poter collaborare con uno sceneggiatore come Roy Thomas, la cosa interessante è stata vedere le sue sceneggiature alla "Marvel old school", ovvero una sorta di testo senza suddivisione in vignette e dialoghi per ogni tavola, dove veniva raccontato quello che doveva succedere e l'eventuale senso delle battute, quindi massima libertà per il disegnatore.
Di recente hai realizzato una storia di 10 tavole per "Giant-Size Avengers Special" #1, in cui hai avuto la possibilità di illustrare alcune delle icone principali del Marvel Universe. Il comic-book uscirà negli States il 19 Dicembre… immagino sia un grandioso regalo di Natale per te! Puoi dirci qualcosa della storia? Chi è lo sceneggiatore?
Durante la lavorazione di Deerslayer mi e stata proposta pure questa cosa, 10 tavole per un volume speciale sugli Avengers, ovviamente ho accettato subito.
Ho realizzato queste tavole un mesetto fa, lo sceneggiatore si chiama T. Campbell e la storia è una piccola avventura su di un pianeta alieno che vede protagonisti Cap, Iron Man, Thor e Peter Gyrich, il tutto ambientato negli anni '80, infatti i costumi non sono quelli attuali.
Questo albo dei Vendicatori vedrà al suo interno vari episodi brevi, ciascuno disegnato da un artist diverso. Questa sorta di “confronto immediato” con altri tuoi colleghi è stato per te uno stimolo o una fonte di preoccupazione?
Non avevo mai disegnato questi personaggi Marvel, è stato uno stimolo, ma anche un prova per poi poter aggiustare il tiro in vista di un eventuale altro lavoro sui super-eroi... devo ancora imparare tanto.
Entrambi i tuoi lavori per la Marvel sono colorati da un altro italiano, Luca Malisan. Cosa vuoi dirci di lui?
Dunque, la mia collaborazione con Luca inizia i primi mesi del 2006, mi ha colorato il tomo 3 della serie "Sans Dieu" per Les Humanoides Associes, è un ottimo colorista e un grandissimo professionista, mi trovo molto bene con lui, quindi ho puntato su di lui anche per questa nuova avventura.
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