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mercoledì 28 aprile 2010
Giuseppe Camuncoli su “Wolverine” # 244
lunedì 26 aprile 2010
Elia Bonetti disegna Capitan America
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Classe 1983, l’artist di origine parmigiana, ma di adozione piacentina, frequenta un corso di fumetti presso la “Scuola internazionale di comics” di Firenze prima di iniziare a collaborare con vari progetti, passando presto dalla scena indipendente a quella professionistica. La storia di Capitan America intitolata “Ghosts of my country” rappresenta la sua prima prova per la “Casa delle Idee”, ma il suo stile ben si presterebbe a illustrare le avventure dei personaggi più metropolitani e oscuri del Marvel Universe. Questa sua naturale tensione nei confronti di determinate atmosfere e ambientazioni viene testimoniata anche dalle splendide immagini ospitate sul blog ufficiale di Elia Bonetti, proprio come le tavole di prova dedicate ad Iron Fist, Nick Fury e Punisher che abbiamo selezionato per voi, affiancandole a quelle della storia di Capitan America. L’artist ha pubblicato sempre sul suo blog anche un’interessante e estesa preview in bianco e nero delle sue tavole per l’avventura di Cap, che vi consigliamo di ammirare e di affiancare al momento opportuno anche alla lettura del volume.
Augurandoci di poter presto annunciare la prossima prova per la Marvel del nostro talentuoso connazionale, per adesso vi consigliamo di non perdere la sua prima uscita, facendogli i nostri complimenti per questo suo brillante esordio.
venerdì 23 aprile 2010
Preview: "Siege: Spider-Man" by Santucci
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Per lanciare a dovere questo interessante one shot scritto da Brian Reed, la “Casa delle Idee” ha diramato on line una gustosa preview, che abbiamo deciso di riprendere integralmente in questo aggiornamento. Ma on line sono già iniziate a comparire alcune buone recensioni che presentano tanto altro materiale. Confrontando questo lavoro con il precedente, è bello notare quanto l’artist nostrano sia maggiormente sicuro dei propri mezzi e sempre più a proprio agio con i super-eroi ed il loro particolare “linguaggio”. In attesa di leggere questa storia anche in edizione italiana, probabilmente addirittura entro la fine del 2010, ci deliziamo per adesso con queste tre pagine, fatte di eroi in pose plastiche e interessanti trovate narrative.
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martedì 20 aprile 2010
L’Iron Man Noir di Lorenzo Ruggiero
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Il nome dell’inker nostrano, infatti, figura dei credits della mini serie “Iron Man Noir”, in cui sarà raccontata questa versione alternativa di Tony Stark. Grazie alla gentilezza dell’autore, in questo aggiornamento riusciamo a presentare un’interessante preview esclusiva del numero 1 della serie. Se su altri importanti siti web è già possibile ammirare la versione definitiva a colori di alcune di queste pagine, la nostra attenzione è focalizzata proprio sulle pagine in bianco e nero, che ci permettono di gustare al meglio il lavoro del nostro connazionale. Grazie a queste immagini, infatti, abbiamo la possibilità di constatare la splendida gestione nel contrasto fra bianco e nero, quelle scelte nette e decise in fase di inking che danno peso e consistenza alla tavola. Un’opera sapiente e bilanciata, che riesce a creare l’atmosfera idonea per un’ambientazione che a prima vista sembra in bilico fra le suggestioni di “Indiana Jones” e quelle del genere steampunk.
Chiudiamo segnalando un evento legato al Napoli COMICON, che vedrà come protagonista proprio Lorenzo Ruggiero. Nella giornata di Martedì 27 Aprile, infatti, l’autore sarà ospite alla FNAC di Napoli a partire dalle ore 18:00 per raccontare ai partecipanti i segreti e la “magia” dell’uso del bianco e nero nei comics. L’incontro farà anche da introduzione alla mostra “High constrast. Il bianco e nero nel fumetto”: allestita nelle splendide sale di Villa Pignatelli e visitabile dal 30 Aprile, vanta l’esposizione di originali realizzati da mostri sacri del fumetto internazionale, che si sono contraddistinti per la loro maestria nel contrasto in bicromia.
venerdì 16 aprile 2010
Gabriele Dell’Otto parla di “X-Force: Sex and Violence”
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Fra i progetti “Marvel made in Italy” più attesi dell’anno c’è sicuramente la mini “X-Force: Sex and Violence”, che vedrà il “fan favourite” Gabriele Dell’Otto tornare alle matite di una storia a fumetti dopo l’esaltante esperienza di “Secret War” e innumerevoli splendide cover per le serie più blasonate del mercato USA.
Nel tentativo di aggiornarvi “in tempo reale” su tutti gli sviluppi di questa mini serie in tre numeri, dopo aver diramato il lancio della notizia ed aver presentato una preview delle prime tavole, oggi facciamo “rimbalzare” sul nostro blog anche due belle interviste a tema da poco rilasciate dall’illustratore romano: la prima allo storico editor Giuseppe Guidi per “Devil & Hulk” # 160 (albo che sfoggia una superba cover doppia di Dell’Otto dedicata a Daredevil), la seconda a Alfredo Goffredi e Gianluca Reina per il sito Comicus.it. All’interno di queste interview, da cui abbiamo estratto anche le immagini che corredano questo aggiornamento, l’autore aggiorna sull’avanzato stato di lavorazione dell’opera (ormai sul punto di essere conclusa), parla del suo felice rapporto di collaborazione con gli sceneggiatori Chris Yost e Craig Kyle (che gli hanno concesso totale libertà creativa) e anticipa qualcosa del nuovo approccio che ha deciso di adottare per raccontare visivamente questa storia. In un percorso creativo assolutamente naturale e “fisiologico”, infatti, sembra che l’artist abbia messo da parte la cura “maniacale” per i dettagli a favore di un tratto più sintetico ed incisivo, probabilmente idoneo a ottenere anche uno “storytelling” ancora più apprezzabile. Prepariamoci, dunque, a vedere un lavoro del painter nostrano diverso da tutto ciò che di suo abbiamo ammirato finora e speriamo di poter leggere la storia anche in edizione italiana entro la fine del 2010.
Nell’attesa, chiudiamo segnalandovi con piacere un evento molto più prossimo, una nuova occasione in cui incontrare Gabriele Dell’Otto nella sua città: nel pomeriggio di Sabato 17 Aprile, infatti, proprio la super-star romana e Giuseppe Guidi saranno ospiti della libreria Spazio Corto Maltese (Via Fabio Massimo, 67) per fare quattro chiacchiere, autografare albi e realizzare sketches per gli appassionati. Se siete di Roma e dintorni o proprio domani vi trovate fortunosamente a passare dalla Capitale, non potete mancare!
martedì 13 aprile 2010
L’invasione italiana su XL
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La più recente di queste occasioni è stata l’edizione 2010 di “Mantova Comics”, evento intitolato non a caso “The American Dream”, in cui sono stati riuniti quasi tutti i disegnatori nostrani attualmente al lavoro per le “major” statunitensi del fumetto. XL ha colto questa rara occasione di incontro per “fotografare”, non solo in senso metaforico, questa interessante realtà artistica e professionale. Nella sezione “Movimenti” al centro del numero, disponibile ad Aprile con due cover alternative (ve le mostriamo entrambe in basso), infatti, si sviluppa anche il dossier “Italian Invasion”, che presenta al grande pubblico la squadra di fumettisti italici da sempre al centro della nostra attenzione. Lo speciale, “richiamato” anche da una segnalazione in copertina, parte con la bella foto a doppia pagina che abbiamo riprodotto in testa a questo aggiornamento. Uno scatto di gruppo davvero “storico”, in cui vengono immortalati insieme ben 23 autori, tutti sorridenti ed in pose divertenti, che siamo certi attirare anno subito l’attenzione e la simpatia dei tanti lettori. Naturalmente questa fotografia non può considerarsi completa e definitiva, dato che attualmente possiamo contare più di 60 artist nostrani al lavoro per gli States, ma è di certo il documento di questo tipo più ricco e godibile che sia mai stato realizzato.
Dopo questa brillante introduzione per immagini, il successivo articolo si sviluppa in due direzioni. Innanzitutto, un’interessante analisi del “movimento”, che ha il merito di essere fruibile dai neofiti, ma interessante anche per gli appassionati, grazie alla sua introduzione “storica” all’argomento, inframmezzata da alcune dichiarazioni di C.B. Cebulski, il noto “talent scout” della Marvel che ha scoperto e lanciato tanti disegnatori italiani. Poi arrivano anche una serie di schede personali, con tanto di fotografie, in cui viene approfondita singolarmente la conoscenza di numerosi autori, ovvero… in rigoroso ordine di apparizione… Milo Manara, Jacopo Camagni, Gabriele Dell’Otto, Marco Checchetto, Alessandro Vitti, Matteo Casali, Riccardo Burchielli, Tito Faraci, Stefano Landini, Francesco Mattina, Sara Pichelli e Giuseppe Camuncoli. Grazie all’analisi delle loro esperienze personali, viene dimostrata in maniera chiara ed inequivocabile una tesi che da sempre sta’ a cuore allo staff della rivista, di qualunque argomento si tratti, e che fa da chiara introduzione e “manifesto” a questo speciale: “una possibilità esiste per chi ha talento. E se in Italia la meritocrazia non esiste, all’estero si. Ecco come i nostri artisti sono arrivati ai vertici delle più importanti case USA”.
Il risultato finale è scorrevole e piacevole, merito delle foto scattate (e successivamente ritoccate in maniera “fumettosa”) da Guido Fuà e del pregevole articolo scritto da Diego Malara, uno dei giornalisti italiani più attenti e preparati in materia di fumetto, come ha ripetutamente dimostrato proprio dalle pagine del magazine. Il loro ottimo lavoro rende questo numero della rivista un vero pezzo da collezione, da leggere e conservare il libreria, magari proprio vicino alla vostra copia di “Marvel made in Italy”. Se volete saperne di più, recatevi nella vostra edicola di fiducia e non lasciatevelo sfuggire!
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venerdì 9 aprile 2010
Arrivano i Secret Warriors di Stefano Caselli
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E' arrivata finalmente anche in Italia una delle migliori serie pubblicate attualmente dalla “Casa delle Idee”. L’albo “Marvel Mix” # 51, che trovate già in edicola ed in fumetteria, è un pregevole volumetto che presenta la saga completa “Nick Fury: agente del nulla”, composta dai primi sei numeri della serie “Secret Warriors”. La storia si dimostra subito affascinante e misteriosa. Al centro dell’attenzione c’è Nick Fury, costretto a muoversi sotto copertura e a dividere le sue attenzioni su due fronti. Da un lato, indagare in solitudine sugli oscuri segreti dello S.H.I.E.L.D., che rischiano di mettere in dubbio il passato del suo agente più noto e, al tempo stesso, di inquadrare sotto una nuova luce molte connessioni interne al Marvel Universe. Dall’altro, reagire alla situazione imminente insieme ai Secret Warriors, il gruppo di giovani eroi riunito ed addestrato per contrapporsi alla tentata invasione Skrull durante “Secret Invasion” ed al successivo “Dark Reign” instaurato da Norman Osborn. Un team oggi destinato a far fronte alle tante minacce finora nascoste che. in questo periodo di forzata assenza di veri eroi in ruoli chiave, hanno la possibilità di consolidarsi.
La sceneggiatura ad opera di Jonathan Hickman è incalzante, con un ottimo ritmo e dialoghi incisivi, così come appassionante e ben costruito è il soggetto, che si avvale anche della collaborazione di Brian Bendis. Il lato grafico non è da meno e siamo davvero contenti che un apparato illustrato di questa qualità arrivi interamente dall’Italia. Alle matite della serie, infatti, c’è il grande Stefano Caselli, uno dei più importanti ed innovativi nuovi artist della scuderia Marvel. Un artist dallo stile fresco e personale, che ha saputo trovare un punto di incontro ideale fra stimoli e tendenze diverse, generando un’alchimia tutta nuova e tutta sua, che ha già fatto scuola. Senza che la ricerca del dinamismo e la plasticità delle figure compromettano mai il racconto per immagini e la sua leggibilità. L’ottimo storytelling è anzi supportato anche da una struttura della tavola ordinata e da inquadrature mai scontate. A garantire ai disegni una maggiore profondità e spessore, c’è l’invidiabile colorazione realizzata da Daniele Rudoni, che nel corso di questa lunga saga ha modo di stupirci, mostrandoci un ampio spettro di possibilità cromatiche e differenti scelte di fotografia. Scegliendo soluzioni inusuali e perfettamente amalgamate col lavoro dell’artist, il colorista si adatta alle diverse necessità del racconto. Il suo lavoro, capace di conferire credibilità a qualsiasi atmosfera, diventa parte funzionale della stessa narrazione. Se esiste davvero un “Marvel style” del nuovo millennio, probabilmente è incarnato proprio nella serie “Secret Warriors” e nei suoi autori.
Se avete voglia di una lettura corposa e soddisfacente, non potete assolutamente perdere queste 144 pagine di avventura e misteri, in vendita alla cifra di 5,50 euro, un'edizione davvero conveniente, se confrontata alla grande qualità dell’opera e del formato.
La sceneggiatura ad opera di Jonathan Hickman è incalzante, con un ottimo ritmo e dialoghi incisivi, così come appassionante e ben costruito è il soggetto, che si avvale anche della collaborazione di Brian Bendis. Il lato grafico non è da meno e siamo davvero contenti che un apparato illustrato di questa qualità arrivi interamente dall’Italia. Alle matite della serie, infatti, c’è il grande Stefano Caselli, uno dei più importanti ed innovativi nuovi artist della scuderia Marvel. Un artist dallo stile fresco e personale, che ha saputo trovare un punto di incontro ideale fra stimoli e tendenze diverse, generando un’alchimia tutta nuova e tutta sua, che ha già fatto scuola. Senza che la ricerca del dinamismo e la plasticità delle figure compromettano mai il racconto per immagini e la sua leggibilità. L’ottimo storytelling è anzi supportato anche da una struttura della tavola ordinata e da inquadrature mai scontate. A garantire ai disegni una maggiore profondità e spessore, c’è l’invidiabile colorazione realizzata da Daniele Rudoni, che nel corso di questa lunga saga ha modo di stupirci, mostrandoci un ampio spettro di possibilità cromatiche e differenti scelte di fotografia. Scegliendo soluzioni inusuali e perfettamente amalgamate col lavoro dell’artist, il colorista si adatta alle diverse necessità del racconto. Il suo lavoro, capace di conferire credibilità a qualsiasi atmosfera, diventa parte funzionale della stessa narrazione. Se esiste davvero un “Marvel style” del nuovo millennio, probabilmente è incarnato proprio nella serie “Secret Warriors” e nei suoi autori.
Se avete voglia di una lettura corposa e soddisfacente, non potete assolutamente perdere queste 144 pagine di avventura e misteri, in vendita alla cifra di 5,50 euro, un'edizione davvero conveniente, se confrontata alla grande qualità dell’opera e del formato.
martedì 6 aprile 2010
40 anni di Uomo Ragno in Italia!
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Lo stanzino dei fumetti
di Leonardo Raveggi
Quando tra appassionati di fumetti Marvel di vecchia data viene affrontato l’argomento “Editoriale Corno” emergono sistematicamente tre luoghi comuni. Il primo è il ricordo del primo albo Corno visto, letto e/o posseduto, il secondo quello della trama delle storie che conteneva ed il terzo l'istantaneo innamoramento per i fumetti Marvel che ne è conseguito. Ma per il sottoscritto, nonostante il mio amore viscerale per la Marvel e per il mondo del fumetto in generale, nessuno di queste tre luoghi comuni è applicabile.
Iniziamo dal fatidico primo albo. Quando sono stato messo al mondo, a Firenze nel lontano 1973, la mia casa era già piena di albi Corno. Mio padre li acquistava e collezionava regolarmente già dai primissimi numeri usciti più di due anni prima. Non era quindi tanto un albo ad arrivare da me quanto io ad arrivare a casa loro. E dovrebbero quindi essere semmai gli albi Corno a raccontare del loro primo neonato. Gli albi inoltre non erano miei bensì di mio padre ed io, per buona parte dell’infanzia, riuscivo a vedere questi giornalini strani e coloratissimi solo in tre particolari momenti. Il primo quando il babbo li aveva appena comprati e li appoggiava su un’altissima libreria (che in realtà non superava il metro e mezzo), poi nelle sue mani mentre li leggeva ed infine quando, a lettura ultimata, li trasportava nella loro inaccessibile e definitiva collocazione: lo stanzino. Lo stanzino, come lo chiamavamo in casa, era un piccolo e stretto ripostiglio arredato con scaffalature metalliche dove venivano tenuti vari oggetti di casa (negli scaffali bassi) e la collezione di fumetti di mio padre (rigorosamente negli scaffali alti). Quando riuscivo a intrufolarmici potevo ammirare dal basso una sorta di K2 dei fumetti. Ma ammirare appunto, ancora né leggere né possedere.
Passiamo ora al secondo e al terzo luogo comune: il ricordo della prima storia letta e il relativo innamoramento. Il primo albo veramente mio è arrivato solo nel 1979. Un giorno che ero a letto ammalato mio padre mi portò dall’edicola il n. 24 di "Devil Gigante". L’albo si intitolava "Tagak, il Dio leopardo". Ma c’era qualcosa che non andava. A parte che come primo villain poteva andarmi decisamente meglio, l’albo era di formato più grande di quelli del babbo e il fatto che lui non collezionasse questa serie (aveva già queste storie nella prima edizione su "L'incredibile Devil") sminuiva l’evento. L’inaccessibile e ambito contenuto dello stanzino era un’altra cosa. Colpa di questa delusione (o forse di Tagak) non conservo il ricordo della trama della storia e tantomeno mi sono innamorato degli albi Marvel in quel momento.
L’amore è sbocciato nella prima adolescenza, alla lettura del primo numero della nuova serie de "L'Uomo Ragno" pubblicata dalla Star Comics. Allora non esistevano più né la Corno né lo stanzino, dato che la mia famiglia aveva cambiato casa da qualche anno. Ma gli albi che conteneva c’erano e ci sono ancora oggi. Scampati miracolosamente anche all’esondazione del torrente Mugnone del 1992 ora riposano adagiati in una confortevole libreria svedese. Tagak compreso.
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